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La misurazione della giocata, il dettaglio dei vostri punti di forza e di quelli deboli, l’esperienza vi tenta?

Nessuno sport mediatico può sfuggire alla regola, le statistiche la fanno da padrone nella battaglia tra commentatori sportivi. Ma più ancora che uno strumento al servizio dei media sportivi, le statistiche sono ormai uno strumento al servizio della performance degli sportivi stessi.

Nell’universo tennistico da diversi anni ormai l’ATP, accompagnata da varie società informatiche, mette a disposizione dei migliori giocatori una pletora di informazioni sulla loro giocata. Il più fervente utilizzatore di tali statistiche non era altro che il mio compagno di squadra in Coppa Davis Fabrice Santoro (primo partner tecnico Artengo) che non scendeva mai in campo senza aver dedicato ore e ore alla raccolta delle informazioni riguardanti i suoi avversari. Ne conosceva i minimi dettagli e riusciva così ad anticipare i colpi, come un giocatore di scacchi.

 

L’analisi delle statistiche nel tennis porta due vantaggi principali:

1 – Prendere coscienza dei propri punti deboli

Conoscere il dettaglio dei propri colpi e metterli in prospettiva rispetto ai punti persi apre gli occhi sulle proprie lacune. «Sapere che il 38% dei miei rovesci era decentrato mi ha imposto di rivedere questo tipo di colpi», mi confidava Stéphane D, un utilizzatore recente di Personal Coach. «Quantificare i colpi effettuati in allenamento mi ha permesso di identificare una soglia al di sotto della quale mi rifiuto di scendere con i miei allievi» aggiunge Damien C, insegnante con Diploma di Stato con il quale lavoriamo allo sviluppo dell’Artengo Personal Coach; «Se non si raggiunge tale soglia vuol dire che abbiamo lavorato male o non sufficientemente; in questo caso continuiamo ad allenarci».

Nella mia precedente vita di giocatore professionista ed in quella attuale (allenatore) non voglio accontentarmi di un’analisi soggettiva. Ho bisogno di quantificare per poter correggere e progredire. Abbiamo gli stessi bisogni: andare oltre l’impressione e definire obiettivamente gli assi lungo i quali progredire.

2 - Accentuari i punti di forza

Tutti i giocatori del circuito fanno così. Ed hanno ragione: senza dimenticare di lavorare sulle debolezze, i maggiori impatti sull’avversario si otterranno grazie alla strategia del rinforzo dei colpi che già sono performanti. «Scoprire che vincevo più punti sui miei secondi servizi che sui primi mi ha portato a rivedere la mia entrata in gioco» mi ha confidato Clément M, -2/6, con il quale scambiamo regolarmente dei colpi in campo a Lille. Calcando quello che faceva per i secondi servizi, ora i suoi primi servizi sono molto più performanti. Un lavoro simile è stato fatto con Estelle L, 15/4, il cui numero di punti vinti sui dritti era molto importante. Noi l’abbiamo incitata a girare il più possibile il suo rovescio per mettere la pressione all’avversario. Estelle sapeva che aveva un buon dritto, ma ignorava le potenzialità della sua carta vincente

Oramai alla portata di tutti grazie al Personal Coach, le statistiche sono degli strumenti indispensabili per la vostra progressione. Progredire sui punti deboli o accentuare quelli forti, non posso che incitarvi a scoprire la ricchezza dell’analisi quantitativa ed obiettiva sulla vostra giocata.

A presto.

Nicolas Escude, Capo-prodotto Artengo, Ex-giocatore N°17 ATP

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